|
Nella sua formulazione più classica e idealizzata si può considerare diodo:
un dispositivo bipolare che presenta un solo verso di conduzione possibile e che in queste condizioni presenta una resistenza nulla; in caso contrario la resistenza è infinita (non conduce).
Più precisamente il diodo ideale si comporta da resistenza nulla se è polarizzato direttamente e quindi risulta I=V/R. Si comporta invece da resistenza infinita se è polarizzato diversamente e quindi risulta I=0.

Il suo comportamento reale è abbastanza vicino a quello ideale e si può così sintetizzare (ci si riferisce ai diodi al silicio che sono i più usati):
-
In polarizzazione diretta, una volta raggiunta la piena conduzione (ottenuta con una tensione di alimentazione superiore a Vγ) il diodo presenta una caduta di tensione prticamente costante di 0,7-0,8 V, indipendentemente dalla corrente che lo attraversa.

Da un punto di vista fisico i diodi al silicio sono composti da una giunzione PN (unione di una zona di Si drogata N con una zona drogata P.
Diodi particolari
Oltre ai diodi già considerati, che spesso vengono classificati come diodi raddrizzatori (vengono usati per trasformare la tensione alternata sinusoidale in tensione raddrizzata a semionda e ad onda intera), esistono altri tipi di diodi; tra questi si ricordano:
- il diodo led
- il diodo zener, che in polarizzazione diretta si comporta come i normali diodi raddrizzatori ma in polarizzazione inversa presenta valori della tensione di rottura abbastanza bassi e noti con precisione; viene usato per produrre tensioni di riferimento operando in polarizzazione inversa
 
|